Storia

C' era una volta in via Magolfa 13 una chiesetta simile al disegno in questa pagina. Anzi, c'è ancora.

L' oratorio S. Maria del Sasso è stato eretto per volontà di alcuni milanesi che era devoti alla Madonna del Sangue, venerata nel santuario omonimo di Re in Val Vigezzo e protettrice degli spazzacamini che da lì provenivano, per potervi custodire un' immagine di questa madonna.

Il nome ricorda che il 29 Aprile 1494 (un Martedì) l' affresco della Madonna cominciò a sanguinare e così continuò sino al 18 Maggio, dopo essere stato colpito dal sasso di un vagabondo (la veridicità del miracolo è documentata).

I 150-200 spazzacamini che, fino al 1880, venivano a lavorare a Milano, quando ancora non esistevano i più moderni sistemi di riscaldamento, la sera si ritrovavano all' Oratorio perchè l' immagine li faceva sentire meno lontani dal proprio paese.

Successivamente il lavoro venne sempre più a mancare e così nel 1869 si dovette persino pensare all' istituzione di un Patronato Spazzacamini perchè i più poveri potessero trovarvi accoglienza, vestiario, aiuto nel salvaguardare i propri diritti di lavoratori ed anche ricevere per i loro bambini un pò di istruzione scolastica, bambini che portavano con sè perchè, essendo piccoli e minuti, potevano più facilmente infilarsi nelle canne fumarie.

La domenica mattina gli spazzacamini andavano a vendere la fuliggine raccolta in via Argelati 17 da certo De Simoni il quale a sua volta la rivendeva ai pellettieri che la usavano per liberare le pelli dai peli.

Poi seguivano la messa in via Magolfa e affidavano i bambini alle dame di San Vincenzo che, in un capannone situato vicino all' Oratorio distribuivano loro maglie di lana, calze e zoccoli e poi facevano loro mangiare una zuppa con ''pan de mej e scart del macellar de Ripa Ticines 5 e on poo de raspadura di   formaggiatt del Cors S. Gottard.''

Gli adulti pranzavano invece all' osteria Cà di Can - ora garage - (così chiamata forse perchè i proprietari erano i fratelli Cane) di via Trincea delle Frasche. Costo 1 lira e mezza, riferisce Amadè.

Uno dei fratelli Cane era anche titolare dello "scaldatoio pubblico" di Via Anfossi dove nei primi del '900 i barboni potevano trovare, nei mesi freddi, un brodo caldo fatto con la trippa e in estate potevano dissetarsi con una birra di limone, praticamente una limonata al bicarbonato.

Quando gli spazzacamini smisero di frequentare l' Oratorio di via Magolfa vennero sostituiti da lavandai e conciatori di pelli.

DOVE SIAMO?

Via Magolfa, 15 Milano

Via Modica, 8 Milano

Piazza XXIV Maggio, 6 Milano

ORARI D'APERTURA

12.00 - 14.30

19.00 - 01.00

STORIA

C' era una volta in via Magolfa...

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